Posts Tagged ‘ostetricia’

Una storia di multietnicita’ e nascita a Torino

febbraio 5, 2010

La storia di una nascita guidata da Narumi, 8 anni, la sola della sua famiglia a conoscere l’italiano che ha aiutato le ostetriche a dare indicazioni alla mamma.

Un bell’articolo di Elena Masuelli per La Stampa.

Da Stoccolma uno studio sugli effetti a lungo termine del parto cesareo sul DNA del bambino

gennaio 18, 2010

Lo studio ha comportato l’analisi del sangue contenuto nel cordone ombelicale di bambini nati con parto naturale e con cesareo. I differenti livelli di stress dovuti all’improvvisa uscita che impone il cesareo al neonato, contrapposta al graduale aumento della “pressione emotiva” che garantisce il parto naturale, pare comportino un aumentato rischio per la salute futura del bambino. Lo studio e’ stato condotto da Mikael Norman del Karolinska Institutet di Stoccolma, Svezia.

Lotus Birth, nascere con la placenta: un articolo da La Stampa.it

gennaio 15, 2010

Interessante doppia intervista su una pratica che si sta lentamente affermando in alcuni ospedali italiani. All’opinione di una professionista del settore si affianca quella di due genitori che hanno imposto la propria scelta ad un ospedale pubblico, affermando il diritto di scegliere le sorti della placenta e dunque anche del proprio figlio.

Non c’e’ Due Senza Tre: V convegno dell’associazione IRIS

dicembre 15, 2009

Il convegno, focalizzato sulla presenza e il ruolo dei padri in sala parto e in generale nell’affiancamento al parto, e’ previsto l’8 Febbraio 2010, Sala Congressi della Provincia di Milano, Via Corridoni 16, a Milano.

Maggiori dettagli sono disponibili navigando il sito dell’associazione su www.irisassociazione.it/attivita-convegni.html o chiamando la segreteria organizzativa al numero 3481232535 .

Fuori gli uomini dalla sala parto?

novembre 9, 2009

Un articolo sul quotidiano La Stampa riporta le affermazioni di Michel Odent, che vede nella presenza maschile in sala parto un impedimento alla naturalità del parto oltre che una concausa dell’aumento dei parti cesarei. Affermazioni sensazionalistiche? C’e’ un fondo di verita’? O e’ l’ennesimo tentativo di riportare l’ordine delle cose ad uno schema tradizionale dove per i maschi non sono ammessi né affetto ne’ emotività?

Il commento di Gaudenzia Caselli, Ostetrica.
Sono d’accordo con Michel Odent ma non completamente. Il tema degli uomini in sala parto è discusso da quando in Italia è uscita la legge (1980), che riconosce alla donna la possibilità di essere accompagnata al parto da una persona di fiducia. Non dimentichiamo che nella generazione precedente (anni 60 – 80), le donne erano sole in sala parto, sole con medici, infermiere/i, ostetriche, macchinari, ambiente freddo, relazioni impersonali e la doglie…La funzione della legge, voluta dalle donne stesse, voleva essere quella di rispondere al bisogno di essere incoraggiate, sostenute, per trovare forza e coraggio in un momento così intenso. Il momento storico ha voluto che l’accompagnatore venisse identificato quasi sempre nel partner (non un uomo di turno o scelto a caso). Chiediamoci il perchè: il desiderio di condividere come coppia non solo la crescita e l’educazione dei figli ma, prima ancora l’incontro e l’accoglienza del piccolo, così come il bisogno di sentirsi più
intimamente vicini l’intensità di questo momento con lei deve aver portato a queste richieste. Certamente molti uomini non sono pronti ad accompagnare al parto: a volte sono solo incuriositi, o spinti dalle pressioni culturali e, di fronte al dolore e all’espressività di lei si sentono disorientati e confusi. Il rischio è quello di non poter affrontare con rispetto per lei e per se stesso l’intensità delle emozioni e il bisogno di isolamento, con conseguenze che, successivamente, potrebbero ripercuotersi sulla relazione di coppia.   Ho assistito a circa 400 parti a domicilio, in otto casi il partner non è stato presente per scelta o per “caso”. In tutti gli altri hanno partecipato con discrezione e umiltà  all’evento.  Eravamo nelle  case, erano coscenti e preparati. Per le coppie che accompagno in ospedale  è un po’ diverso: in questi casi ho sostenuto la coppia dentro e  fuori dalla sala parto.   il discorso va valutato caso per caso. Il lavoro da fare a monte è anc
ora
molto: è necessario ampliare i corsi preparto, dare semplici informazioni dall’alto è limitante,  uomini e donne devono poter prendere coscenza, acquisire strumenti validi per scegliere e attivare le proprie  capacità; otto lezioni preparto di cui una partecipata dai mariti, non sono sufficienti.
Infine credo che accanto a una donna in procinto di partorire o accanto a una coppia che decide di condividere il momento della nascita è sempre importante un’ostetrica ad ascoltare, sostenere e incoraggiare..
.”

E voi cosa ne pensate? Ditelo nei commenti o partecipate al sondaggio!

Parto Cesareo: in italia “scelto” nel 37% dei casi

ottobre 29, 2009

Interessante articolo di Repubblica sulla presunta scelta del parto cesareo da parte di una elevata percentuale di donne italiane. Picchi in Campania e in generale nelle regioni meridionali tradiscono disorganizzazione e disinformazione. I dati, che derivano da una ricerca della Società Italiana Ginecologia e Ostetricia (SIGO), rivelano pero’ una tendenza a ritenere il parto naturale come problematico e rischioso e l’epidurale come la migliore delle alternative possibili. O e’ forse la lettura del giornalista.